1921
All’inizio del ‘900 Milano era una città giovane e vigorosa,
piena di energia e gelosamente affezionata alle proprie tradizioni.
A Milano nascevano tante piccole realtà produttive in tutti
i settori. La città le sosteneva con impegno e grande generosità.
Alemagna incarnava proprio questa filosofia positiva.
Anni ’40
Il panettone – simbolo natalizio milanese – se ne partiva già
per tutto il mondo dentro la caratteristica cappelliera. Ambasciatore
dell’Italia che produce gusto. Stampati
sulle confezioni il Duomo, l’angelo che offre il panettone,
la “A” come sigillo di garanzia. E poi la Colomba di Pasqua.
Alemagna ne brevetta la forma. Sui muri delle città bombardate
appare il famoso manifesto con la grande colomba bianca, per
dare voce al sentimento di speranza di tutto il paese.
Anni ’50-’60
Finalmente si può tornare a vivere. Il boom economico dona benessere.
Arriva la televisione. E dopo Carosello, tutti a nanna. La
pubblicità racconta storie ingenue e ottimiste: “Alemagna,
ullallà è una cuccagna!”
Anni ’70-’80
Ci sono profondi mutamenti dell’economia
italiana. Cambiano gli assetti societari e il marchio ne risente
in modo rilevante.
Nascono i supermercati, arene troppo vaste e rapide per la qualità
di Alemagna: le cose buone si fanno lentamente.
Oggi
Oggi Alemagna rinasce nel segno di quella stessa eccellenza che
ne aveva deciso il successo e che è rimasta intatta nei nostri
ricordi. La nuova immagine valorizza i simboli che rappresentano
le sue radici, come il Duomo e la storica “A”. Su queste radici
Alemagna fonda la promessa di dare vita a un nuovo modello
di eccellenza, nel gusto e nell’immagine. Per chi ha vissuto
il sogno in passato e soprattutto per chi da oggi lo vivrà. |